Gastone.
O almeno, oggi lo chiamiamo così.
Perché un nome lui ce l'aveva già.
Era conosciuto nella zona in cui viveva. Aveva una storia, delle abitudini, dei punti di riferimento. E soprattutto aveva una persona.
Poi quella persona ha scelto di abbandonarlo.
Legato a un cancello.
La parte giudiziaria farà il suo corso, ma ci sono aspetti che nessun tribunale può sistemare. La fiducia tradita, ad esempio.
Gastone è un giovane Pastore della Sila di circa un anno.
E come ogni cane da guardiania porta con sé caratteristiche precise che vanno comprese e rispettate.
Non è un cane da appartamento.
Non è un cane che vive bene in una realtà fatta di quattro passeggiate al guinzaglio e poco altro.
È un cane forte, autonomo, determinato.
Uno di quei cani che nel Sud chiamerebbero "con la cazzimma".
Prende iniziative.
Osserva.
Valuta.
E non delega automaticamente le proprie decisioni agli esseri umani.
Per questo motivo non cerchiamo una prima adozione.
Cerchiamo una persona consapevole di cosa significhi vivere con un cane da guardiania, disposta a mettersi in discussione e a costruire una relazione basata su fiducia, rispetto reciproco e competenza.
Con Gastone stiamo lavorando ogni giorno affinché possa lasciarsi alle spalle il peso di ciò che ha vissuto e affrontare il futuro con maggiore serenità.
Ma il lavoro non finirà con l'adozione.
La famiglia che arriverà dovrà essere disponibile a proseguire un percorso con il nostro istruttore cinofilo, perché relazioni come questa non si improvvisano.
Si costruiscono.
Un passo alla volta.
Gastone non cerca qualcuno che lo controlli.
Cerca qualcuno che impari a diventare un riferimento credibile.
E quando un cane come lui decide di fidarsi, quella fiducia vale più di qualsiasi promessa.